BIOGRAFIA

Nato il 21 luglio del 1983 a Nuoro (Sardegna - Italia). Residente a Dorgali (NU) ha studiato all'istituto statale d'arte Francesco Ciusa di Nuoro, diplomandosi nel 2001.

Nel 2002 si trasferisce a Firenze dove ha frequentato il corso di pittura del Prof. Umberto Borella all'Accademia di belle arti, laureandosi nel settembre 2007.

Attualmente studia e lavora a Milano.


He was born on July 21st in Nuoro, (Sardinia) He is resident in Dorgali (Nuoro). He studied at the Art High School Francesco Ciusa in Nuoro, graduating in 2001.

In 2002 he moved to Florence where he studied Paint in the Accademia of belle arti. At the moment he studies and works in Milan.



Elogio del rullo e retorica della consunzione

Descrivere la realtå in modo efficacie non significa soltanto apporre il sigillo tecnico della verosimiglianza ma individuare tecniche potenti in grado di tradurre i meccanismi dominati in tutte le manifestazioni del reale, in questo caso: la voracita' della consunzione, la sindrome dell'apparenza l'occultamento dei fatti per meglio favorire l'inconsistenza delle notizie.

Dal magma stratificato dei fenomeni affiorano ritmicamente elementi strappati alla consunzione perennemente in atto, distribuita come una vibrazione fondamentale in tutte le direzioni.

In principio é solo ritmo incessante, vibrazione pura, poi, figure nitide, isole, vulcani, e testimoni muti del trascorrere dell'uomo sulla terra, menhir, moai, alberi carbonizzati e animali sfigurati del mondo mondezzaio, piovre, bufali, ratti.

Un'azione, un elemento.

Poi, le trame dello sfondo riprendono a fremere, lottando per fagocitare i fuggitivi e imporre con lavorio puntiglioso la logica della scomparsa, l'amnesia che consuma lasciando il vuoto della sovrapposizione come traccia del passaggio.

Eppure niente si occulta definitivamente, tutto é destinato in qualche modo a riaffiorare.

La superficie integra non esiste. Vengono lentamente alla luce incrinature che dal profondo intaccano la calma patina del benessere apparente.

La super-fluo-re-scienza del sorriso maschera continua a stridere, mentre gli strumenti affilati del sorriso vengono erosi dell'interno.

La gengivite é il primo sintomo della corrosione latente dell'apparenza, un male da combattere con tutti i mezzi, anche quando si é coscienti che la loro inefficacia puo' solo mantenere salvo l'involucro lasciando marcire il contenuto.

In un mondo dominato dalla ripetizione, dalla cancellazione, dalla voracita' della consunzione, apparire é divenuta un'ancora d'esistenza, ma collutorio e stuzzicadenti restano facciate oltre le quali sopravvive soltanto un orizzonte ingombro di macerie.

Su di esse gioisce il rullo al suo passaggio.

Fabrizio Brotzu

 




SOVRAST R A T T I


Vago nel segno, tempo presente, sempre piu' vago, sempre piu' logoro, logoro il segno, ancora tempo presente, continuo, atteggiamento costante, ritmico, il segno si consuma, io imprimo questa sua capacita' di consumarsi, logorarsi, fino al limite consentito delle due dimensioni, l'al di la' della cornice che e' confine, l'immagine si addensa, si stratifica, perde le sue connotazioni originarie, testimonia le modificazioni imposte alla superficie, a tutte le superfici, innanzitutto cosa fa l'uomo, poi come lo fa, l'uomo copre, ricopre, nasconde, e rivela cosi' la sua natura, e' l'unico modo di operare che conosce, in ogni cosa, su di ogni cosa, l'uomo trasforma la superficie per ampliare gli spazi ideali della percorribilita' dello spazio, due dimensioni, non sono sufficienti, l'uomo ascende, l'uomo accatasta, piani su piani, strade su strade, direzioni su direzioni, in un mondo infinito, si espanderebbe all'infinito, ma in questo momento, qui e ora, le direzioni si sovrappongono, il nero prende il sopravvento sul verde, il verde sul bianco, sopra e sotto all'enorme isola galleggiante, il blu. Quale migliore metafora dell'universo chiuso, dominabile, domato, dell'isola, di una qualsiasi isola, tutte le sue strade portano da tutte le parti, nessuna strada porta da nessuna parte, nessuna strada abbandona l'isola, almeno fino a quando l'uomo non asfaltera' il mare, gia' s'immagina di montare ruote alle barche, e poi bitumera' il cielo, e non saranno piu' necessarie le ali agli aerei, allora tutto sara' percorribile, pianamente, tutto sara' coperto, l'isola sara' strangolata dall'intrico di direzioni concretamente possibili,che non porteranno da nessuna parte, che non portano da nessuna parte, se non in giro per qualche posto, non altrove, altrove, diversamente, senza direzione segnata, vanno le nuvole, uno strato che l'uomo non puo' interamente controllare, una di quelle cose che l'uomo puo' solo guardare, o fingere, e per questo io guardo, e fingo, dall'alto, piano scendendo a terra, attraverso tutti gli strati, attraverso tutti i logoranti ritmi, e scorro i palazzi, che coprono la terra, e le strade, e gli ombrelloni, e l'uomo, in tutte le sue manifestazioni, e scorgo l'immagine originaria, che sta sotto alle cose, altri strati, altre direzioni, altri significati, e il mio gesto semplice riporta questo logorio incessante delle cose, e questo loro sovrapporsi, questo continuo ri-significarsi, questo movimento all'infinito, che si conclude solo perche' esistono dei limiti concreti, e che avvicinandosi ai confini perde di definizione, di contorni certi, e crea quell'ambigua sensazione di confusione tra l'affiorare e lo svanire. Io passo sulla tabula rasa come un rullo compressore, nel tentativo di comprimere gli strati in una superficie organica, che rappresenti il mio significato, questo dice l'uomo, e io in parte faccio questo, dice il pittore.

Fabrizio Brotzu